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Démodé, ovvero una piccola orchestra tascabile. Clarinetto, violino, sassofono, pianoforte basso e batteria. Una band che arriva dalla provincia (Udine, Friuli Venezia Giulia) e suona musica strumentale che definiamo crossover per mancanza di aggettivi più descrittivi e sintetici. Due album all’attivo, il terzo in arrivo!

All About Jazz — Luca Pagani
❝Démodé è un’orchestra che produce gioia della musica, gioia dei suoni, senza paura di avventurarsi nell’improvvisazione, ma con una formula sempre chiara, nitida e onesta. Démodé è un’orchestra senza pace di ispirazioni. Questi musicisti vogliono intrattenere, divertire, stuzzicare l’ascoltatore. Un ascoltatore che non ha bisogno di particolari conoscenze musicali per divertirsi con la musica, egli è spinto – nel tempo di qualche minuto – a ballare, ridere, commuoversi. L’ascoltatore, che scoprirà come alcune note che ancora non aveva ascoltato, in realtà gli appartengano da molto tempo.❞
 
IL MUCCHIO — Alessandro Besselva Averame
❝…musica che è folk nell’animo, un po’ musica da camera e un po’ jazz nell’utilizzo della strumentazione. In tutto ciò, pur sballottando l’ascoltatore da un luogo all’altro, i Démodé mantengono un’aria d’antan, un gioco di colori seppia e di pagine ingiallite sovrapposto con sottile ironia su schemi per nulla prevedibili e soprattutto privi di patinature o autocompiacimenti. Ancora una volta lo ribadiamo: bravi, davvero molto bravi.❞
 
BLOW UP — Enrico Veronese
❝I Démodé sono una cattedrale tripartita sopra la spianata di confine, con le avvisaglie sparate ben alte per farsi vedere da dove si decidono i destini musicali del Paese. E sarebbe bello che per una volta si investisse nella qualità e nel genio compositivo❞
 
ROCKERILLA — Massimo Padalino
❝Il grado di compattezza e perfezione stilistica qui toccato è forse il vero punto di forza di un lavoro estremamente colto ma anche perfettamente fruibile.❞
 
OUTune — Stefano di Noi
❝La forza dei Démodé è quella di comporre musica estremamente visiva senza curarsi del genere di riferimento. Anche in “Le Parole al Vento” la musica passa con disinvoltura fra i vari sottoprodotti che jazz, folk e rock creano quando si mescolano, mantenendo come unici punti fermi gli strumenti (violino, clarinetto, sassofono, pianoforte, basso e batteria) e il sorriso sulle labbra.❞
 
LoudVision — Laura Spini
❝Le Parole al Vento è il giusto incontro di jazz, rock, sperimentalismo folk, minimalismo à la Penguin Cafè Orchestra. I Démodé saltano di tema in tema, si passano il testimone, sfondano le pentatoniche, trasformano i propri brani in suite. Insomma, l’insieme è ricco, ricchissimo, ma non per questo perde focalizzazione sull’elemento più importante: la propria inconfondibile impronta stilistica.❞